Atto II, Scena I.

Atto II

Scena I

Simone

Veronica

[Ambientazione notturna, videocamera e lampione al solito posto, il fascio di luce illumina la panchina, anche se è più fioco dei precedenti. I manifesti sono tutti strappati, sparsi per terra, non è rimasto niente nella cabina. Due figure si avvicinano quasi strisciando alla panchina, Veronica arriva per prima dal lato opposto a Simone e come una sirena si posiziona lì. Simone invece arriva dopo e rimane per terra, supplichevole, mirando alla donna]

Simone: Anche tu canti alla luna di viaggiatori persi nell’etere? O sei incatenata per i piedi alla terra?

Veronica: Io ho la mente aperta che naviga per orizzonti beati, luoghi magici e sognati dove vivo in libertà.

Simone: dimostralo! Che fai nella vita?

Veronica: è la vita che fa me!

Simone: e come ti dipinge? sei forse creta nelle mani del destino oppure pietra preziosa già raffinata?

Veronica: io sono pietra rozza da tornire, con angoli affilati da smussare, con intarsi da ricavare per preziosa diventare…

Simone: e lasci che l’acqua impetuosa scavi dentro di te una forma per quanto bella ma passiva?

Veronica: io sono l’acqua impetuosa di me stessa, tu chi sei?

Simone: io sono vento e fuoco. lampo di fiamma e freschezza d’azzurro!

Veronica: se tu dici cosi sei contraddizione non verità..

Simone: coerenza! non ce l’ho, non la voglio! non mi serve! contraddizione è verità! puoi trovare forse una verità che non sia ostacolata dal mortale empirismo?

Veronica: si, sono io , io sono la vera verità senza maschere e trucchi , tu che ti nascondi , esponi le tue spoglie a mio giudizio!

Simone: le mie spoglie, hai detto bene, ormai è rimasto poco vigore nelle mie membra.. il calore della ribalta sembra avermi abbandonato. ma è proprio questo che mi mancava, madama verità. dimmi se sei proprio tu, dimmi qual’è la libertà! allora mi giudicherai nell’animo, nudo da qualsiasi voglia effimero artifizio.

Veronica: La libertà è volare dall’ipocrisia e dal disinteresse, per atterrare su una nuvola e guardare le stelle senza più luce negli occhi.

Simone: Allora sei proprio tu, signorina verità. Angelo mio, portami con te, spiega le tue bianche ali e abbracciami in un leggero volo notturno. [la raggiunge sopra la panchina]

Veronica: Sei sicuro di meritarmi?

Simone: c’è qualcuno che non meriterebbe un tuo bacio? Anche solo una tua carezza? Uno spiraglio di luce. Tutti abbiamo bisogno di una candida mano che tolga il velo sopra la nostra gabbia.

Veronica: e non saresti geloso allora? Spartirmi con tutti gli altri uomini..

Simone: oh… bhè.. a quel punto.. io.. io rinuncerei al tuo possesso! Preferisco così. Che tutti sappiano apprezzarti; io come gli altri ti ammirerò dal pianerottolo scendere le scale vestita di luce e stelle.

Veronica: allora tu sei veramente degno di me. Vienimi incontro. Lasciati abbracciare. Sarai tu a portare il mio stendardo! Io ti scelgo qui e adesso. Ora e subito. Oggi e non domani.

Simone: potremo mai vivere felici insieme?

Veronica: ci sarà un giorno. Un giorno in cui la libertà non sarà un dolore. In cui l’ignoranza sarà ripudiata e la Verità regnerà incondizionata su tutto. Riusciremo ad avere la nostra eternità.

[Si baciano delicatamente]

[Si chiude il sipario]

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