Atto I, Scena III.

Scena III

Casalinga

Prete

Donna di colore

Lesbica I

Lesbica II

[La casalinga e il prete sono seduti e parlottano tra di loro. Nella cabina sono affissi dei manifesti che inneggiano al nazionalismo e ai valori cattolici.]

Prete: e vi dicevo figliola, è da molto che non vi vedo a messa…

Casalinga: lo so padre, ma sa, con un figlio come il mio ci vuole molta pazienza, devo stargli accanto tutto il tempo.

Prete: oh, già… il giovanotto come va con gli studi?

Casalinga: bene, bene, sta finendo il quarto anno fuori corso in scienze politiche. Sapeste quanto studia, torna sempre stanco a casa… poverino…

Prete: un futuro ministro allora…

Casalinga: no, lui dice di voler diventare capo della polizia o dei carabinieri.

Prete: bene allora, un giro di vite per tutti i criminali. Pregherò per lui. Il signore appoggerà sicuramente questa nobile causa!

Casalinga: dice di voler spazzare via tutta la feccia negra che vagabonda nella nostra città. Tutti quei vandali e criminali.

Prete: ci vorrebbe proprio qualcuno capace di questo, ormai siamo saturi di questi sporchi immigrati. Pensi, l’altro giorno la suocera del macellaio, quello parente del barbiere, si, quello che ha avuto problemi col fisco, ha sentito dire al supermercato dalla vecchietta della sesta strada.

Casalinga: quella con lo strano cappello di piume?

Prete: si, la stessa che ha perso il marito tenente in guerra. Dunque ha sentito che una donna affacciata al balcone, proprio in quella strada qualche isolato più in là, ha visto un negro, un nigeriano sicuramente, che buttava una carta fuori dal cestino.

Casalinga: oh! Non ci credo.

Prete: ormai non c’è più niente di cui meravigliarsi, le violenze sono all’ordine del giorno. Ma per fortuna sono state prese le precauzioni necessarie. È stato approvato il progetto di organizzazione delle ronde cittadine.

Casalinga: Ah! Fantastico, finalmente un poco di pace. Mi sento già meglio. Pronta a tornare a vivere liberamente. Mio figlio ne sarà entusiasta.

[arriva la donna di colore e si posiziona alla destra della panchina, in piedi. Porta pesanti pacchi]

Casalinga: parli del diavolo.

Prete: silenzio, silenzio, non è giusto parlare male delle persone. I pettegolezzi fanno piangere Gesù!

[silenzio, i due guardano male la donna, la quale paziente aspetta il bus.]

Casalinga: [sussurrando all’orecchio del prete] sono sicura che è la madre di qualche delinquente. Anzi, chi ci dice che lei stessa non abbia in quei pacchi qualche bottino di guerra? Ho sentito dire che adesso hanno pure armi d’assedio a disposizione.

Prete: [risponde sempre sussurrando] non siate ridicola adesso… non è possibile che abbiano armi d’assedio.

Casalinga: [come sopra] ma di sicuro è una delinquente!

[arrivano le due lesbiche che si tengono per mano e ogni tanto si scambiano qualche bacio]

Casalinga: [come sopra]guardate!!! È un’imboscata!

Prete: oh! Che vergogna. Pure per le nostre strade. Neanche la morale dei bambini è al sicuro. Siamo circondati.. Si aggirano sfacciati, in pubblico, con il demonio dentro al corpo che li spinge a fare cose immonde. Sono demoni.

Casalinga: non si può eseguire un esorcismo?

[le lesbiche si voltano, ma non danno importanza ai loro discorsi, restano appoggiate al palo, aspettando il bus]

Casalinga: padre, padre, fate qualcosa, scappiamo.

Prete: non bisogna mostrare paura, altrimenti si sentono più forti, bisogna mostrare coraggio.

Casalinga: [si stringe al prete] meno male che ci siete voi!

Prete: e poi ci sarà di sicuro qualche pattuglia nelle vicinanze, bisogna aver fiducia nelle forze dell’ordine.

[la donna di colore tira fuori un libro da un pacco]

Lesbica I: mi sento a disagio.

Lesbica II: non ti preoccupare, tra poco saremo a casa…

[arriva il bus e le lesbiche si avviano per prime, il prete e la casalinga esitano]

Casalinga: il nostro stesso bus prendono…

Prete: almeno la negra è rimasta qui… su, stringetevi a me e non vi preoccupate.

[Escono Casalinga, prete e le lesbiche]

[Le luci si abbassano e un riflettore illumina la donna di colore]

Donna di colore: poi qualcuno riuscì a trovare un modo per radunare le folle sotto il suo potere. Quello fu l’inventore della religione. Portatore di verità false e dei mortali.

A quei tempi l’unico vero dio era il dio denaro, tutti lo veneravano, anche se non sempre apertamente. Lui era un dio perché era onnipotente. Riusciva a muovere le montagne, prosciugava i fiumi, è eterno. Il dio non richiedeva particolari riti, alla fine il dio denaro voleva soltanto che i suoi seguaci si divertissero. I mortali si divertivano e il dio e i suoi sacerdoti diventavano sempre più potenti.

Il dio denaro è ancora venerato ai giorni nostri da più gente di quanto se ne crede. [le luci tornano normali]

[Esce la donna di colore]

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