Atto I, Scena II.

Scena II

Studente I

Studente II

Studente III

Studentessa I

Studentessa II

Impiegato

[Sulla panchina sono sedute le due studentesse, dal lato opposto arrivano gli studenti schiamazzando. In questa scena, nella cabina della tettoia sono affissi diversi manifesti di propaganda per l’arruolamento nei corpi di polizia e  nell’esercito.]

Studente I: Allora, ti bocciano quest’anno?

Studente III: No! quest’anno no!

Studente I: non l’ho chiesto a te.

Studente II: si, hanno detto che se non studio almeno in quest’ultimo mese dovrò ripetere l’anno.

[Scoppiano tutti a ridere]

Studente III: come si fa a farsi bocciare per due anni di fila? Non dovresti imparare la lezione dopo la prima volta? [sarcastico]

Studente I: e poi non dovresti essere avvantaggiato? Stai facendo per due volte le stesse cose..

[Sghignazzano]

Studente II: sapete quanto me ne frega, tanto non ho intenzione di andare a nessuna università. Mio padre ha la macelleria, no? Andrò a lavorare lì.

Studente I: certo, tuo padre che dice di questo?

Studente II: dice che se non finisco gli studi mi spezza che gambe con uno schiaccianoci.

Studente III: cazzo se fa bene. Bisogna studiare.

Studente II: perché?

Studente I: ma come perché? Non vuoi lavorare da grande?

Studente II: ti sto dicendo che vado in macelleria.

Studente III: si ma quanto puoi guadagnare lì?

Studente I: uno diventa avvocato o medico ed è a posto per tutta la vita.

Studente III: lavoro pagato profumatamente e vivi da nababbo fino alla morte.

Studente I: sesso, droga e alcol nei weekend. Magari sullo yacht appena comprato, con tutti i colleghi ricchi sfondati quanto te.

Studente II: magari facendo qualche sacrificio…

Studente I: che fai, ti compri uno yacht vendendo fegati a vecchiette raggrinzite?

Studente II: no, però..

Studente III: però cosa? Hai idea di quanto debba lavorare un macellaio? Tutto il giorno a tagliare carne.

Studente I: ZAK! ZAK! ZAK! Ecco a lei signora, una bella bistecca ancora sanguinante.

[Arriva l’impiegato tutto affannato e sudato, con un libro in mano, passa accanto ai ragazzi e si appoggia al palo. Studente I e III ridono di gusto]

Studente I: guarda quel perdente, sicuramente un impiegato che sgobba dalla mattina alla sera per tornare a casa sfinito. Sicuramente adesso andrà a mangiare velocemente in un fast food per poi tornare sempre correndo a continuare a lavorare. Per cosa poi? Un misero stipendio…

Studente III: mentre un medico fa le sue ore di servizio all’ospedale, firma qualche documento, disinfetta lì, sterilizza là, cuce qualche ferita, controlla qualche gola e si prende la sua bella busta paga a fine mese.

Studente I: magari se hai le giuste raccomandazioni diventi pure primario e allora sei a posto.

Studente II: ma bisogna studiare tanto, anni e anni di università!

Studente III: si, ma pensa a un notaio.

Studente I: si cazzo, un notaio! Non fa nulla dalla mattina alla sera, compila qualche modulo, legge qualche testamento e… soldi, soldi e ancora soldi!!!

Studente II: si, ma non è mica semplice finire gli studi.. ci sono un sacco di esami e sono quasi sempre difficilissimi.

Studente I: ma che diavolo di discorsi sono? Alla prospettiva di un futuro del genere, chi è che non si metterebbe a studiare.. e poi, una raccomandazione si trova sempre…

Studente III: per esempio.. [indica le ragazze] secondo te, loro che preferirebbero, un macellaio o un ricco e prestigioso magistrato?

Studente II: non penso sia solo una questione di soldi..

Studente I: ma dove vivi? Vieni.

Studente II: ma un attimo… [viene quasi trascinato]

[Le studentesse ridacchiano vedendo i tre avvicinarsi]

Studente I: ciao ragazze, che aspettate?

Studentessa I: l’autobus, no?

Studente III: guarda un po’, io vado autobus di secondo nome…

Studente II: che battuta penosa..

Studente III: zitto macellaio.

Studentessa II: macellaio? Sembra più un ciabattino.. guarda com’è vestito male..

Studente I: ma poi chi diavolo sei?

Studente II: cosa? [shockato]

Studente III: deve averci seguito fino a qui… sei una piattola, sparisci!

Studente II: ma andate a farvi fottere.

[Esce lo studente II]

[Ridono tutti, l’impiegato soltanto adesso si accorge della presenza degli altri, non se ne preoccupa, continua a leggere il libro.]

Studente I: allora, dove state andando di bello?

Studentessa II: al centro commerciale.

Studentessa I: volete accompagnarci?

Studente I: cosa comprate di bello?

Studentessa I: delle scarpe.

Studentessa II: io una borsa.

Studente III: certo, anche noi dobbiamo comprare delle cose.

Studente I: ho visto una giacca l’altro giorno che era la fine del mondo: con tutte le scritte degli sponsor appiccicate sopra. Certo, costa un occhio della testa… [esce il portafogli, vantandosene] ma io ho molti occhietti sorridenti qua dentro…

Studentessa I: allora potrai anche farci qualche regalo…

Studente III: certo, vi facciamo un bel pacco regalo e poi andiamo a casa nostra a scartarlo..

[Ridacchiano]

Studentessa II: però questi autobus sono sempre lentissimi, meglio andare a piedi altrimenti ci perderemo lo show di sta sera in tv.

Studentessa I: andiamo allora.. sbrighiamoci.

[Escono studenti e studentesse]

[Le luci si abbassano e un riflettore illumina l’impiegato.]

Impiegato: [legge ad alta voce] i tempi non furono più gli stessi. Insieme al denaro si insinuò nell’animo degli uomini l’avarizia, la cupidigia, e iniziarono lotte ben diverse da quelle che c’erano in principio. Gli uomini che prima si associavano per diventare più forti contro il nemico comune, adesso rimanevano insieme solo per poter sfruttarsi tra di loro. Le innovazioni che portava uno venivano risucchiate da tutti gli altri; non c’era più il sentimento altruistico, ma solo l’egoismo.

Un uomo inventò la ruota, prima che qualcun altro gli copiasse l’idea o gliela rubasse, la vendette, ci guadagnò molto. L’uomo che l’acquistò non è stato abbastanza furbo, venne ucciso a mazzate e la ruota gli fu rubata. [le luci tornano normali]

[Esce l’impiegato]

Una risposta a “Atto I, Scena II.

  1. sandra e federica

    bravo! veramente bravo!

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