Atto I, Scena I.

La Fermata

Commedia in due atti

La scena è sempre quella di una fermata del bus: una panchina un palo con gli orari, un lampione e una tettoia, a lato qualche aiuola.

Atto I

Scena I

Personaggi:

Professionista

Casalinga

Donna d’affari

Studente

[La scena è già affollata, tre personaggi seduti (professionista, casalinga e donna d’affari; leggono tutti un quotidiano) e lo studente in piedi appoggiato al lampione che ascolta musica con le cuffie e con un libro in mano. È mattino, l’illuminazione è opaca, come se il sole fosse coperto dalle nuvole. La cabina della tettoia della panchina è riempita da murales. Passano parecchi secondi prima che qualcuno inizi a parlare, sono assorti nella lettura.]

Casalinga: Incredibile!

Professionista: Impensabile!

Donna d’affari: Cazzo.

Studente:…

[Si voltano tutti verso lo studente come aspettandosi una sua esclamazione, questo sta zitto.]

Professionista:[leggendo ad alta voce] Bande organizzate continuano a terrorizzare varie città del paese. Le autorità assicurano che questi episodi verranno presto stroncati grazie a nuove predisposizioni.

Casalinga: [come sopra] Oltre agli atti vandalici, quali l’imbrattamento dei muri e la distruzione di proprietà pubbliche e private, sono stati segnalati anche violenze su persone e animali.

Donna d’affari: [come sopra] Gli inquirenti sospettano che gli autori di questi atti imperdonabili siano immigrati clandestini in preda ai fumi dell’alcol.

Casalinga: [come sopra] il più recente dei casi si è verificato a.. [Si interrompe] ma..

Professionista: è la nostra città.

Donna d’affari: è stata distrutta, si presume con aste di ferro, una macchina nei quartieri ricchi. I vandali si sono poi lasciati dietro una scia di scritte incomprensibili sui muri e sulle vetrate.

Casalinga: oh.. oh.. oh.. oddio. Non si può più star tranquilli neanche a casa propria. Si sapeva che prima o poi sarebbero sbarcati pure qui. I nostri bambini.. saranno ancora al sicuro con tutti questi criminali che vagano per le NOSTRE vie?

Professionista: quando eravamo giovani noi queste cose non esistevano neanche a parlarne. Allora sì che il governo faceva il suo dovere. Tutti questi immigrati, questi negri, che entrano nel nostro paese e pretendono di fare i loro comodi con le nostre ricchezze! Bisognerebbe fare una bella pulizia.

Donna d’affari: [leggendo ad alta voce] misure straordinarie stanno per essere apportate. I vari comuni intendono adoperare un sistema di ronde più accurato che verrà supportato anche da cittadini volenterosi. Si attende soltanto il via dal governo centrale.

Casalinga: e speriamo che per una volta quei porci sappiano fare il loro dovere, è necessario questo provvedimento. Non voglio dover stare in pensiero per il mio bambino, ogni giorno ad aspettarlo a casa, lui di ritorno dall’università… non potrei sopportare questa pressione.

Professionista: sarebbe una buona misura di sicurezza. Tutto sarebbe finalmente sotto controllo! Mi arruolerò appena verranno organizzate queste ronde.

Casalinga: oh! Voi si che avete un gran cuore… ma non avete paura di affrontare quei brutti ceffi? magari armati chissà di quale arma esotica portata dal loro paese… Scimitarre.. fruste.. balestre!!!

Professionista: non sia sciocca. Non hanno mica queste armi.. probabilmente si saranno portati mitra e pistole!!!

Donna d’affari: [ridacchia]

Casalinga: forse voi non siete preoccupata per questa minaccia?

Donna d’affari: al contrario sono molto preoccupata, ma delle persone come voi.
Casalinga: oh!

Donna d’affari: voi che non riuscite a filtrare una notizia da un giornalino qualsiasi. Che bevete tutto ciò che vi porgono, senza chiedervi se sia veleno o cos’altro.

Professionista: ma è impossibile negare che ci sia un problema.

Donna d’affari: ma non si può neanche sfociare in una xenofobia delirante. Scimitarre, balestre!!! Certo, magari verranno anche con le armi d’assedio, magari delle catapulte..

Casalinga: hanno pure quello? Oh… svengo.. [cade sul professionista]

Donna d’affari: vede, lei almeno sembra un professionista, come fa a comportarsi così? Mitragliatori.. màh!

Professionista: [sventolando la casalinga] bhè, qualcuno li avrà pur fatti quei danni.. qualcuno avrà pur sfasciato quella vetrata..

Casalinga: macchina…

Professionista: sfasciato quella macchina.

Donna d’affari: e nessuno lo mette in dubbio, ma..

Casalinga: [si riprende di botto-isterica] sono le persone come voi che bisognerebbe mandare in esilio! Non avete nessuna passione per il vostro paese! Nessun senso di appartenenza! Niente di niente! Voglio vedere quando vi stupreranno la figlia o vi sfonderanno la macchina cosa direte. A quel punto si avrete bisogno di noi, che amiamo il nostro paese e i suoi cittadini. Noi che rispettiamo la vita dei nostri compatrioti e vogliamo preservarla.

Donna d’affari: [sbuffa] si calmi innanzitutto.

Casalinga: non mi calmo affatto, anzi, me ne vado. Non voglio prendere un bus su cui possono esserci negri schifosi. Erano belli i tempi in cui la feccia non poteva entrare nei luoghi pubblici. Scriverò un reclamo.

[Esce la casalinga]

Donna d’affari:e lei che farà, rimarrà e prenderà un bus rischiando di finire sotto le grinfie di qualche cattivissimo nero? Oppure se ne andrà pure lei?

Professionista: rimango, non mi faccio intimorire io!

Donna d’affari: sta arrivando, mi raccomando stia attento all’uomo nero.

Professionista: vada a farsi fottere.

Donna d’affari: ci andremo insieme non si preoccupi. [sorride acida]

[Escono]

[Le luci si abbassano e un riflettore illumina lo studente]

Studente: [leggendo ad alta voce] a quei tempi non esistevano i colori della pelle e il mondo non era diviso da continenti, ne da stati, ne da regioni. Gli uomini si scontravano l’uno contro l’altro indistintamente, spinti soltanto dall’esigenza di sopravvivere. Sopravvivere voleva dire riuscire a procurarsi il cibo, l’acqua, un posto sicuro per dormire e crescere i propri figli. I giorni passavano, le stagioni pure, anche se quest’ultime erano più lente. Di solito ci volevano diversi giorni per far passare una stagione, ma non sempre. Gli uomini guardavano il cielo ammirando gli astri in movimento, poi abbassavano lo sguardo e si incantavano con il volo leggero di una farfalla.

Poi un uomo scoprì come usare le pietre come armi e cacciare meglio gli animali, gli altri uomini appresero a loro volta e procurarsi il cibo divenne più facile.

Un altro uomo inventò le palafitte per non dover più combattere per un posto sicuro per dormire, tutti gli altri uomini appresero da lui.

Ancora un altro uomo scoprì la coltivazione, adesso tutti gli uomini potevano essere sicuri di poter sopravvivere e crescere i loro figli.

Poi inventarono il denaro. [la luce torna normale]

[Chiude il libro e si avvia al bus]



Una risposta a “Atto I, Scena I.

  1. sandra e federica

    ci piace molto…proseguiamo la lettura.

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