Il Pianeta Rosso.

Ora, non ci resta più niente.

In quel momento capii che era inutile resistere e cedetti all’oppressione. Rimasi prigioniero per cinque giorni. La mia cella, umida e stretta, era stata abbattuta dai soldati nippocinesi. Presi una tuta e mi buttai nel vuoto.

Dalla finestra in vetro del mio casco potevo vedere il pianeta rosso. e tutte le sue risorse, evaporare nello spazio. La mia indole di scienziato mi avrebbe portato a pensare alle conseguenze catastrofiche di quell’avvenimento. Campi magnetici alterati, orbite in preda a un vertiginoso riassestamento. Ma in quel momento chiusi gli occhi, un flash rosso mi investì.

Mi consegnai all’infinito. Nudo. Vulnerabile.

Adesso tutti coloro che ho odiato sono accanto a me. Anime senza volontà, come furono sempre.

Adesso sono in orbita anche io, a far parte di quei sistemi che studiavo. A non significare nulla per l’universo.

Come sempre.

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