Cenere.

E le fiamme dell’inferno dilagarono su Marte.

-Oggi, 18 ottobre 2057, l’Oceania ha dichiarato guerra all’Eurasia. I contingzzzzzzzzzz…. bzzz della Confederzzzz…. Americana, sono szzzzzzz…
“Che diavolo ha questo televisore?” Orson battè più volte la mano sul televisore evidentemente guasto.
-Non abbiamo ancora zzzzzzzzzzz delzzzz Nippocina, che secondo il trattato del 2038 dovrbbzzzzzzzzzz
La moglie Patty stirava delicatamente una camicia mentre, accanto a lei, una pila di vestiti irrompeva nella stanza come un monolite multicolore. “Portami una birra Lory, porta una birra a papà…” gridò Orson per farsi sentire dalla figlia nell’altra stanza. Indossava una canottiera sporca di sugo e dei pantaloni di tuta, che usava solo dentro casa, unti in più parti. Il suo culo grosso era svaccato sul divano e la televisione era quasi incollata al suo volto, pendente dal soffitto, mentre lui la colpiva ripetutamente.
-Vediamo adesso alcune riprese in diretta dal pianeta rosso.- il televisore ebbe un sussulto e poi sul video arrivarono le immagini disturbate e in bianco e nero. -Siamo sulla base 0-V5 del dipartimento di studi geologici della Mondial Scientific Alliance.-
Una bambina con le treccie e un vestitino a fiori spuntò dalla porta accanto al divano e porse una birra al padre che la ringraziò con una pacca sulle chiappe. “Cazzo, mai una buona volta che funzioni!” Orson si lamentava ancora del televisore, non capendo che, questa volta, il disturbo era dovuto non all’apparecchio, ma al video stesso, probabilmente problemi di segnale.
Il cameramen riprendeva un giornalista in mimetica che si faceva strada tra le macerie di quello che fu un centro ricerche. -Qui i soldati Oceanici sono già intervenuti. Come potete vederzzzzzz- L’ultima sberla di Orson fece così tanto rumore che pure la moglie, ormai abituata, dovette alzare lo sguardo verso il marito. Tutto tranquillo, prese una seconda camicia dalla pila e riabbasso lo sguardo.
-zzzzzzstrano è che i soldati abbiano attaccato una base della MSA nonostante non sia un obbiettivo militare.- i due proseguirono per le macerie incuadrando di tanto in tanto una mano spuntare dalle macerie o una parte imbrattata di sangue. – lo szzzzzzzzz deve essezzzz stato molto cruento.
Orson beveva la sua birra con un alone di proccupazione sul volto. “Amore, secondo te questa guerra interesserà pure noi sulla Terra?”
“L’ultima volta non è successo…” non ascoltò la risposta della moglie.
Il servizio in diretta venne tagliato all’improvviso per ritornare su un giornalista paonazzo.
-Una notizia appena arrivata! Il presidente della Confederazione Americana, Miguel Corrales, ha diczzzzzz che la CA entrerà in guerra a fianco dell’Eurasia! Il servizio di Orlando Hermann e a seguire il discorso del presidente.
Orson posò la birra e si asciugò il muso. Patty lasciò perdere la camicia e seguì il telegiornale. “Ragazzi… Venite qui, presto.” Orson chiamò i bambini con voce tremante. Il momento era molto importante e anche lui riusciva a comprenderlo. I bambini arrivarono giusto in tempo per il discorso del presidente.
Un uomo mulatto, con gli occhi leggermente socchiusi da una sonnolenza inopportuna e un vestito blu brillante, comparì dietro la sua scrivania da presidente a Città del Messico.
Regnava un silenzio sacro su tutta la nazione. Ogni cittadino della CA si fermò a seguire il discorso del presidente. Per le strade, tra le macchine ferme e i volti allibiti rivolti verso i grandischermi, soltanto il pianto di qualche bambino si insinuava tra la polvere.
-Cittadini della Confederazione Americana. Oggi è un triste giorno per noi. Siamo stati costretti dalle convergenze storiche a entrare in guerra. Vi rivelo che non è stata una scelta facile. Ma il paese non poteva far altro che entrare in guerra o pentirsi di non averlo fatto per i prossimi cento anni. La nostra guerra è una guerra preventiva. Marte non è un grande pianeta, ma sulla sua superficie esistono ricchezze inestimabili per il nostro pianeta, e molte di queste si trovano sui territori occupati dalla CA. La guerra che gli Oceàni hanno iniziato, non è una guerra per un paio di centimetri di territorio, sappiamo fin troppo bene quali sono le intenzioni di questo stato: impossessarsi delle nostre ricchezze, fare razzia di ciò che ci spetta di diritto, solo perchè non hanno avuto le capacità di accaparrarsi un posto decente sul Pianeta Rosso. La nostra superiorità tecnologica ci ha permesso di vincere la corsa alla colonizzazione e sono sicuro che se avessero avuto la forza militare di attaccarci, non avrebbero esitato un solo istante. Fortunatamente hanno dovuto ripiegare su una nazione più debole, l’Eurasia, lasciandoci il tempo di organizzarci. Lasciare alla deriva questa guerra sarebbe stato un errore madornale, nel giro di qualche hanno saremmo stati circondati dalle truppe oceaniche e neanche la nostra superiorità tecnologica ci avrebbe permesso di vincere. Saremmo condannati al medioevo energetico. Per questo, miei cari cittadini, la guerra è l’unica soluzione accettabile. Spero che possiate capizzzzzzzzzzz-
Gli occhi della famiglia, fissi sul televisore, si spalancarono colti di sorpresa dall’interruzione.
-Scusate il taglio così drastico.- il giornalista era ancora più rosso di prima e sudava – abbiamo ricevuto forse la più sconvolgente delle notizie di questo secolo: la Nippocina è entrata in guerra ufficialmente, infrangendo il trattato del 2038 che la obbligava, in caso di conflitto, a entrare in guerra a fianco della Confederazione Americana. La Nippocina si è alleata con l’Oceania, sconvolgendo gli ordini mondiali. Ormai è chiaro a tutti. Ci troviamo di fronte al III Conflitto Mondiale.

Il televisore passo una serie di immagini di una conferenza nippocinese. Un uomo su un palco parlava a una folla di camicie rosse. Il cielo azzurro si confondeva all’orizzonte con i nippocinesi entusiasti. Le bandiere col sole stellato vibravano nell’aria. Il video non aveva audio, solo i commenti tremanti del giornalista. Il capo di stato sembrava aver finito il suo discorso e la maestosa distesa di camicie rosse esplosero in un boato muto.

La Confederazione Americana taceva violentemente sui timori mentre dall’altra parte del mondo un orda di tori cieci inseguiva la propria rossa bandiera.

La politica non centrava niente. La definizione di Ideologia era stata dimenticata ormai da tempo.

A muovere i fili di questo teatrino era solo izzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz!

—————Fine Trasmissioni—————

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